Molte persone portano con sé un segreto oscuro, un evento nel proprio passato che a fatica condividono con gli altri, la cui memoria li tormenta e li confonde. Può trattarsi della perdita di una persona, di un senso di colpa o di un rimpianto, ed è come una cicatrice che non andrà mai via.
Tuttavia, le persone hanno modi diversi di percepire e affrontare il dolore di questa memoria. Alcune vi si perseguitano, altre cercano di negarla a sé stessi, altre ancora l’affrontano con la rinuncia, l’espiazione, il cinismo o l’ironia. Una di queste persone il proprio segreto, la propria cicatrice, la porta ancora fresca su di sé, ed era con lei che giacevo nella penultima notte trascorsa a Shanghai.
In una camera di un appartamento cinese, sperduto in un complesso popolare, in una zona residenziale della periferia nord della città, nel nulla urbano più anonimo, due europei condividevano pensieri ed emozioni dopo mesi di solitudine troppo lunghi e duri. Nonostante si conoscessero da meno di una settimana, il loro abbandono era quasi totale, e ciascuno cercava il calore dell’altrui abbraccio, dell’altrui bacio come un bambino la madre.
Dopo aver a lungo parlato di verità e segreti, di eventi passati e futuri, ed aver riso e giocato come solo chi non ha paura dell’altro può fare, la sentivo stringersi a me, così intima e quasi familiare, e allora chiudevo gli occhi e posavo il mio capo sul suo, abbandonandomi a mia volta al suo abbraccio.
La cicatrice della ragazza che stringevo poche notti fa brucia ancora, ma non spaventa. Il grosso del dolore è passato, e quella ragazza sa che non potrà mai far più mal di quel che ha già fatto. Nel proprio futuro, vede solo lo sfumare di quel dolore, giorno dopo giorno, e poi il sollievo della morte. E per questo non ha paura, quella ragazza, ma anzi affronta la vita con più coraggio ed energia di quella che io avrei, sfuggendo alla sua prigione di paranoie verso un mondo nuovo e sconosciuto, la Cina. Quella ragazza non ha più paura di nulla.
Mi chiedo se la rivedrò, un giorno. E nel mio cuore lo spero. Quel coraggio, quella quiete nel guardar negli occhi i propri demoni e non tremare, mi affascina e mi spaventa allo stesso tempo. Mi chiedo tuttavia, dove si ponga il confine tra disillusione verso la vita e volontà di costruire un domani migliore. Quella cicatrice dovrà guarire, prima che quella ragazza sia ancora felice.
Alzati Teresa che e' tempo per ballare
Sopra a questa sorte che gioia non dà
Cuore pompa sangue che voglio vivere
E sputa via la morte...
DIETRO DI TE! DIETRO DI ME!