domenica 22 gennaio 2012

L'Anno della Bellezza Esteriore


"Maledetta la carne che dipende dall'anima. E maledetta l'anima che dipende dalla carne".
Gesù Cristo, Il Vangelo di Tommaso

Un altro anno è passato. Un altro anno di difficoltà, di lotta, di resistenza a quelle che Amleto 'chiamava i colpi e le frecce della fortuna ostile'. Com'è andata la trascendenza di Krsna ormai Rama? Non è facile stare dietro alla cura dell'anima quando le necessità della vita materiale e i problemi familiari incombono. Disoccupazione ormai cronica, depressione della mia Sita per la scomparsa prematura della madre, presenza ingombrante per due mesi e mezzo del suocero, esclusivamente sinoparlante e pure lui in lutto, in casa. Sfighe a non finire, direbbero alcuni. Chi ha tempo di trascendere con questi problemi?
Eppure forse ha ragione chi sostiene che le difficoltà temprano: il corpo, la mente e l'anima. Perché l'anno che è passato, l'Anno dello Yoga in tutto, ha portato dei fiori e dei frutti inaspettati: grazie alla pratica dei principi yogici ho infatti realizzato una pazienza e una capacità di concentrazione che non avevo mai avuto. Ho cominciato numerosi progetti e a distanza di tempo li proseguo tutti, con passione e disciplina. Il più importante di essi è il mio libro, un romanzo storico, che è già al dodicesimo capitolo e quasi a metà del suo completamento. Ho continuato a fare hathayoga, secondo le possibilità di tempo: mi sono preso varie pause, ma sono dell'idea che le pause siano necessarie in tutto: la passione va coltivata, mai forzata.
Tra le altre cose, ho trovato lavoro. Ne ho trovati parecchi, per la verità, impieghi che non avrei mai nemmeno considerato prima di quest'anno; e li ho svolti con curiosità e interesse, sperimentandoli e abborbendo le esperienze come una spugna, prima di licenziarmi e cambiare, non appena si presentava qualcosa di più utile alla mia carriera. Ho venduto assicurazioni, per Giove. Ho venduto calcestruzzi. Calcestruzzi, cemento, asfalto! Il peggior lavoro che potessi immaginare appena laureato, quando mi dicevo: “Io non lavorerò mai in un'azienda che fa cementi”. E sapete cosa? Non è stato poi così male: l'ho preso come yoga, karmayoga. Esperienza, vita.

“[...] now I saw as clearly as in a picture what an illusion my former personality had been. The few capacities and pursuits in which I had happened to be strong had occupied all my attention, and I had painted a picture of myself as a person who was in fact nothing more than a most refined and educated specialist in poetry, music and philosophy; and as such I had lived, leaving all the rest of me to be a chaos of potentialities, instincts and impulses" Herman Hesse, Steppenwolf

Oggi invece vendo colori. Matite, pestelli, pennarelli, tempere. Arte, creatività. Ad aspettare e cavalcare l'onda karmica, nel bene e nel male, la ruota prima o poi gira, e dopo il sotto viene il sopra. Ci vuole pazienza, e tanto yoga. Grazie al nuovo lavoro la mia Sita sta meglio: non è più il solo reddito in famiglia, e sente meno ansia. E io, novello cittadino e lavoratore attivo, riesco a coltivare ancora le vecchie passioni e a praticarne di nuove, grazie appunto al reddito che entra mensilmente sul conto corrente: la scrittura, la lettura, la cucina, il gioco di ruolo, la fotografia, l'hathayoga; e i viaggi, l'acquerello, i ristoranti e i bar, l'abbigliamento. La mia vita sociale è migliorata: frequento più persone, con atteggiamento diverso, e soprattutto ne conosco spesso di nuove. Frequento nuovi posti, ambienti diversi, esperienze nuove. Insomma, un bel successo l'Anno dello Yoga in tutto, alla faccia delle sfighe.


Le difficoltà del 2011 e dei tre anni precedenti hanno però lasciato il loro segno sul mio corpo. Appaio più vecchio, più stanco, appesantito. Grasso, soprattutto, sul ventre, sul viso. Sono per la verità più forte di prima, più agile e snodato, ma quando mi guardo allo specchio non ce n'è: non mi piaccio. Per uno che per anni ha cercato la bellezza in ogni cosa, trovarsi brutto è una catastrofe cui occorre porre rimedio. Non si può trovare la bellezza senza portarla con sé: nel 2012 bisognerà ricominciare a prendersi cura di sé, ristrutturarsi, cambiare dopo tutto il tempo in cui il corpo è stata trascurato a favore degli altri aspetti della mia identità. Voglio essere più magro, più tonico, più asciutto e atletico. Più elegante, più armonioso nei movimenti. Voglio ricominciare a vestirmi con coscienza, scegliendo secondo il gusto e non solo la comodità. Voglio, in una parola, rimepirmi nuovamente di bellezza e rifletterla nelle cose mie e in quelle che mi trovo attorno. Essere circondato da bellezza, in tutto, non solo in un aspetto. Il 2012 sarà l'Anno della Bellezza Esteriore. Via, che si inizia un nuovo cambiamento!

"Though we travel the world over to find the beautiful, we must carry it with us or we find it not."
Ralph Waldo Emerson