venerdì 29 aprile 2005

La rossa di Xintiandi

La vedo camminare davanti a me. E’ lei, la riconosco. L’ho già vista nei miei sogni, e ora la incontro qui. La seguo, affrettando il mio passo dietro al suo, ma non le posso stare dietro tutta sera, se non si ferma.

La incontro ancora, due sere dopo, nello stesso luogo, e di nuovo mi sfugge, mentre gli impegni mi portano via da lei.

E la incontro, per la terza volta, stasera. Dopotutto, Shanghai è piccola.

Ma lei, la rossa che incontrato già nei miei sogni, non è una bensì due. E una di esse l’ho già conosciuta, sebbene per telefono, molte volte. E’ la prima volta che ci vediamo di persona.

Veste coloniale come me, e ha occhi neri come la brace. Un cancro di quelle terribili, con un carattere da tigre impossibile da domare. E’ spontanea, forse un po’ troppo per essere italiana, ma come molti cancro credo abbia una maschera per proteggere la sua irredimibile fragilità.

Mi incuriosisce. La inconterò ancora.

In questi giorni, sto fondendo i miei sogni con il mondo reale. Quale dei due sia il riflesso dell’altro, non lo posso dire, ma camminare in entrambi i mondi è davvero un’esperienza straordinaria.

Il futuro porterà novità.

Flirt in aereo

Avevo scommesso contro i miei amici che non avrei trovato una ragazza cinese. Non fanno più per me, mi dicevo. Mi avevano dato quattro settimane dall’arrivo a Shanghai.

Invece ho già recuperato un’indirizzo e-mail in aereo.

No, non perdo tempo. L’Anno dell’Estasi è un anno che non ama attendere in lunghi tempi morti.

E così, sono qui a Shanghai.

Huanying huanying, Kuang Biye, ni zher dao le. Gaoxing ma?

Hen lei, ye xiang hen gaoxing.

domenica 24 aprile 2005

Oltre il Confine

Giro nella notte forte che questo tempo non mi avrà
ormai il contratto è già firmato sono tutelato, sono assicurato
un dio mi ha dato l'immunità e questo tempo non mi avrà mai


Ho l'indirizzo del destino lui sa che ha poca strada ormai
e scivolo senza materia senza rimpianti e senza meta
la stanza gira nella testa la testa mi esce dalla stanza e va...
La stanza vibra nella testa la testa vola dalla stanza via...


Oltre il muro oltre il confine oltre il mondo oltre la fine
Oltre il muro oltre il confine


Mi tiro fuori da questo gioco non ho più ruolo non c'è più scopo
pedina persa lascia la corsa a voi signori i debiti
e non c'è niente da capire e non c'è niente da cambiare ormai
Un dio mi ha dato l'immunità e questo tempo non mi avrà mai


Oltre il muro oltre il confine oltre il mondo oltre la fine
Oltre il muro oltre il confine oltre il mondo oltre la fine
Oltre il mondo oltre la fine
Oltre il mondo oltre la fine

----------------------------------------------------------------------------

Paradisi per Illusi - Negrita (1995)

domenica 17 aprile 2005

Cambio

Una delle cose più belle della vita è la sua capacità di cambiare da un momento all'altro, senza preavviso. Proprio quando sembra tutto fermo, all'improvviso, arriva la sorpresa che mescola tutte le carte del mazzo.

E così, una sera in cui non avevi voglia di uscire, ma raggiungi comunque i tuoi amici in un locale gay del centro di Milano, incroci una ragazza.

La guardi, ti guarda. Vi avvicinate e cominciate a parlare. I suoi occhi sono splendidi, e il suo sorriso un raggio di sole. Cominciate a ballare insieme, stretti dalla folla l'uno contro l'altra. Il suo abbraccio è caldo e morbido, quasi familiare nonostante non vi siate mai visti prima.

Mezz'ora dopo, siete seduti sugli scalini di un negozio. Lei indossa la tua giacca di pelle, e vi baciate dolcemente.

Due ore dopo siete in una via ben illuminata, davanti a casa sua, e dentro la macchina dai vetri appannati, le vostre e labbra e le vostre mani scorrono sull'altrui pelle, in una tempesta di desiderio.

Meno di ventiquattr'ore dopo, state facendo l'amore, ed è come se lo faceste da sempre. Rimanete abbracciati, nudi e felici, nel buio di casa sua, come legati profonda intimità.

E le sere successive fate ancora l'amore, continuamente, ossessivamente, incapaci di smettere se non per bere dell'acqua o del vino.

Quindici giorni dopo, lascerai il tuo Paese per trasferirti all’estero. Quando tornerai, lei non sarà più qui, ormai tornata a casa.

La ruota della vita gira così in fretta, velocemente, inaspettatamente. Le cose cambiano con un soffio di vento.

E’ sufficiente osservare, cogliere il cambiamento con le proprie percezioni. Come un pilota osserva il cielo e i fondali, ascolta il mutare del vento, saggia il rollio dell’imbarcazione, così possiamo muoverci nell’incertezza delle nostre vite; e quando la visione è abbastanza chiara, abbandonarci e lasciarsi trasportare dalle correnti più interessanti, verso lidi sconosciuti, verso orizzonti nuovi.

martedì 12 aprile 2005

Pelle Bianca

Dopo tanto tempo non mi sembra vero di tornare a quell'odore, a quel sapore, a quella morbidezza… pelle pallida, morbida di sangue ariano e celtico. Il tuo profumo francese mi ubriaca mentre percorro il tuo collo con le mie labbra, e stringo i tuoi capelli con le dita. Il tuo corpo dalle forme morbide si stringe a sua volta al mio, come a volermi fondere con sé. Non c'è nessun muro tra il mio petto e il tuo seno, e nei tuoi occhi sottili, di un colore tra il grigio e il verde come i prati del Nord, non c'è il velo del dubbio. Bacio ancora e ancora e ancora il tuo sorriso dai denti piccoli e regolari, le tue labbra nobili, prima con foga e poi con dolcezza. Le nostre lingue ingaggiano battaglia mentre ci rotoliamo sul tuo letto, e poi, nell'oscurità che segue l'amplesso, rimaniamo abbracciati ad accarezzarci, e a contemplare ciascuno il viso dell'altra, così dolce mentre riposa, e così meraviglioso quando restituisce uno sguardo emozionato.

Ti ho conosciuta meno di quarantott'ore fa, ma mi sei già entrata nel cuore.

Tra meno di due settimane ti dirò addio, né più mai, credo, ti incontrerò.

Ma mentre i nostri corpi nudi si uniscono ancora e ancora, è come se tu fossi mia, ed io fossi tuo da sempre, per sempre.

sabato 9 aprile 2005

Senza Macchia

C'era una volta un amore senza macchia. Il tempo, le catene, l'insofferenza alla stasi, lo fecero finire, e la paranoia, il sospetto, l'insicurezza lo macchiarono, a causa di parole non dette, di silenzi dolorosi.

Questa sera, ho scoperto che quella macchia era solo nel mio cuore, generata da paure infondate. Non è mai stato macchiato, quell'amore è rimasto perfetto dall'inizio alla fine, da un bacio nel buio, da una promessa fatta alla finestra, a un addio sul molo, davanti a una nave in partenza, a delle lacrime salate mescolate all'acqua del mare.

Maledico, talvolta, la mia e la sua incapacità di essere diretti e franchi. Se lo fossimo, stati, non avrei mai dubitato di lei. Ma in questa sera di pioggia, tutti i nostri errori sono stati emendati. Non c'è più rancore.

Il mio amore è di nuovo senza macchia.

venerdì 8 aprile 2005

Misty Mountain Hop

Walkin' in the park just the other day, baby,
What do you, what do you think I saw?
Crowds of people sittin' on the grass with flowers in their hair said,
"Hey, boy, do you wanna score?"
And you know how it is;
I really don't know what time it was, woh, oh, 
So I asked them if I could stay awhile.


I didn't notice but it had got very dark and I was really,
Really out of my mind.
Just then a policeman stepped up to me and asked us said,
"Please, hey, would we care to all get in line,
Get in line."
Well you know, they asked us to stay for tea and have some fun,
Oh, oh, he said that his friends would all drop by, ooh.


Why don't you take a good look at yourself and describe what you see,
And baby, baby, baby, do you like it?
There you sit, sitting spare like a book on a shelf rustin'
Ah, not trying to fight it.
You really don't care if they're coming, oh, oh,
I know that it's all a state of mind, ooh.


If you go down in the streets today, baby, you better,
You better open your eyes.
Folk down there really don't care, really don't care, don't care, really don't
Which, which way the pressure lies,


So I've decided what I'm gonna do now.
So I'm packing my bags for the Misty Mountains
Where the spirits go now,
Over the hills where the spirits fly, ooh.
I really don't know.

Gioventù Milanese

La gioventù di Milano è per me causa attiva di noia e seccatura. Ricchi, viziati, rigidi, sospettosi, tronfi e pieni di sé e dei propri preconcetti, privi di energia e costruttività. Il concerto dei Negrita, per quanto meraviglioso come solo Pau, Drigo e compagnia sanno renderlo, mi ha convinto di quanto io voglia in realtà lasciare questo Paese al suo destino per costruire la mia vita senza catene; di quanto io voglia abbandonare questa nave che affonda lentamente, imbarcando acqua da falle che nessuno vuol vedere o si cura di riparare. Non c'è speranza per chi si rifiuta di mettersi in gioco e tentare la fortuna. Annegheranno tutti in acque gelide, come la folla danzante del Titanic, opulenta e ingioiellata, cieca all'iceberg fatale verso cui inesorabilmente procede. Non sarò mai tra loro, perché m'imbarcherò su una scialuppa, solo e con un paio di remi, senza direzione, senza bussola né luci, ma con una speranza in tasca, che forse mi condurrà al mio porto, alla mia salvezza finale.

sabato 2 aprile 2005

Utero Alcolico

L'alcol mi scorre nelle vene, commisto al sangue, come benzina per il mio cuore che batte a un ritmo familiare e musicale. Nella luce intermittente del Rocket, colori accesi e visi giovani e allegri sfumano nelle percezioni annebbiate. Il mio corpo si muove spontaneamente, quasi senza sforzo, spinto dalla musica. Non c'è vergogna, non c'è pudore, non c'è impaccio, ma solo un flusso sonoro che mi attraversa le membra. Altri corpi nella calca strisciano contro il mio e mi eccitano. In questa nebbia, tutto ciò che supera la mia soglia di attenzione è bello, è gioioso, è familiare. In questo piccolo locale buio, in movimento, con corpi caldi contro il mio e un ritmo familiare, con una mente offuscata, mi sembra d'esser tornato nella sicurezza dell'utero materno.

Tutto sommato, sto bene, perché sono con degli amici, e non ho timore di nulla. Il Rocket è una delle parti di Milano che salverei. Ma è tempo di andare via.

Conosco dei ragazzi sul marciapiede, dopo la chiusura. L'alcol ha da tempo avuto la meglio sulla mia timidezza. Chiacchieriamo… una di loro è carina. Un altro abita a Parigi e sta facendo un Master. Mi chiedo se è l'alcol a renderli interessanti, o la mancanza di esso a rendermi diffidente verso un mondo che nasconde tante cose belle, a cercarle.

Prima di andarmene, ricordo di aver lasciato la sciarpa su una poltrona. Quando rietro nel locale, ormai silenzioso, vuoto e con tutte le luci accese, la mia sciarpa non c'è più. Con una strizzata di spalle, ne prendo un'altra, dimenticata da qualcuno al pari mio. Tanto a quest'ora non tornerà. E' una sciarpa bordeaux, morbida, con un buon odore di ragazza. E' un odore che mi fa stare bene, quando tengo la sciarpa davanti al naso.

Verso casa, la mente è stanca, ma il corpo e l'anima stanno bene. Ho trovato un po' di pace in un utero alcolico, e domani sarò pronto per rinascere. Oltre il sonno, il riposo e i sogni generati da fantasie irreali, c'è l'inizio di una nuova vita. Domani. Buonanotte.