venerdì 14 luglio 2006

Thinking of Her

Thinking of His One Gopi

“Now in that very garden, Love’s great shrine

Where once a tender Spouse found perfect bliss

Fulfilled exceedingly, your Madhava

Is meditating once again on you;

He day and night recites your dulcet name

As though it were a pearl-strung rosary

Of holy mantras. Still he longs and sighs

For the sweet rapture of your close embrace

And for the heart’s deep draught of ecstasy.”

From Chapter 5 of Gita-Govinda, by Jayadeva



That moment is gone… but it will come again. And even if I long for it, I know in my heart that time is no big divide for love, which is eternal. I am waiting, and in that wait, I think of her.



“[...] a fair time that cannot be forgotten; and because it will not be forgotten, that fair time may come again.”

Arthur, Excalibur (1981)

Svegliato da lei

Succede spesso, ultimamente. O meglio, lo faccio succedere. Vado a letto presto quando lei esce, e lascio il cellulare acceso, mandandole un messaggio quando è occupata. Risponderà. Svegliandomi.

Succede sempre così, e lo faccio succedere apposta. Perché mi prende in quell’attimo di sogno, strappandomi dal mondo astrale a quello reale, con il riff di “In a Gadda da Vida” che segnala un SMS. Apro gli occhi nel buio, una luce azzurra proiettata dal telefonino. So che è lei. Cerco a tentoni, schiaccio meccanicamente il bottone conosciuto, ed ecco che il testo compare.

Un testo scritto parte in inglese, parte in italiano, parte in sichuanese. Ed è sempre dolcissimo. E’ come non essere usciti dal sogno, ma esserci ancora. Anche se gli occhi si aprono a fatica il sorriso mi si apre completamente, fuori e dentro, ed è come se lei fosse con me, come se mi accarezzasse i capelli, come se mi sussurrasse nell’orecchio parole d’amore.

Rispondo meccanicamente… due parole in italiano, due in inglese, due in sichuanese… poso il cellulare sul comodino e scivolo di nuovo nel sogno, o forse non ne ero mai uscito. Da una parte o dall’altra, cerco sempre d’esserle vicino. Mi addormento di nuovo, felice e sicuro come un bambino nel grembo della madre. Risponderà ancora. E io la sto aspettando.

martedì 11 luglio 2006

Tuffo nel Vuoto

Mano nella mano
E’ come un tuffo. Veloce, e senza freni. I freni ce li avrei anche, ma non li sto tirando. Ci siamo conosciuti meno di due mesi fa, a maggio. Ci siamo baciati meno di un mese fa, a giugno. Adesso stiamo insieme. Ci amiamo. Stiamo programmando un futuro nella stessa città.


Il fatto è che non ci sono ragioni per frenare. Non ci sono momenti di noia, di dubbio, di assenza. Non si litiga, non ci si arrabbia, non ci si ingelosisce mai al punto di perdere la lucidità. Va tutto bene, come non è mai andato.


E questo mi fa paura da morire. Sono un uomo, e senza falsa modestia posso dire di essere un uomo che di donne, ultimamente, ne trova parecchie. Ma sono anche fedele, e quindi frustrato. Il punto è, che anche se mi si presentano occasioni a rotazione, mai nessuna è come lei. E così la mia fedeltà tutto sommato non mi pesa più di tanto.


Ma una relazione seria… trasferirsi in una città insieme… costruire qualcosa di solido, serio… un futuro programmato. Convivenza, casa, matrimonio, lavoro, figli… mi sto cagando addosso, come quando si cade nel vuoto.


Ma allo stesso tempo, so che è quello che voglio. Il salto nel vuoto lo sogno da sempre. Una storia che è solida e romantica allo stesso tempo. Una donna che è intelligente, bella e affidabile allo stesso tempo. E innamorata almeno quanto lo sono io. Amare senza dare fuori di testa, essere perennemente felici senza dover passare attraverso i momenti spiacevoli legati alle storie d’amore. E’ perfetto, è un sogno.


L’altra mattina mi sono svegliato, e mentre ero nel dormiveglia, quel momento in cui i sensi percepiscono la realtà ma la mente li legge ancora come le percezioni oniriche, ho sentito quel desiderio che talvolta sento, un’emozione che posso solo descrivere come il bisogno del neonato per la madre che non si vede. La sensazione più forte che si possa provare e ricordare. E lei era lì, davanti ai miei occhi, addormentata serenamente. L’ho abbracciata e l’ho svegliata con un bacio. Mi ha sorriso. E quella sensazione ha trovato pace dentro di me, come l’altra metà dell’uomo palla mi completasse.


L’altra notte, mentre facevamo l’amore, il velo della realtà si è quasi stracciato, come quella volta in Francia del Sud nel lontano 1999. Le mie sensazioni erano l’unica cosa ad esistere, in un universo a sé. Ogni distrazione era scomparsa, la mia concentrazione prossima al satori, ancora una volta.


Tutto sommato, non riesco ad immaginare nessun’altra con cui lo farei, quel salto nel vuoto. E sono tanto curioso di vedere cosa c’è oltre quel vuoto. La mia destinazione non cambia, rimane sempre l’oltre. Ma il viaggio forse non dovrò più farlo da solo.


Mano nella mano, oltre quello che conosciamo oggi.

mercoledì 5 luglio 2006

Attesa




“Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.”

G. Leopardi, Il sabato del villaggio


Il processo della creazione è sempre un lavoro basato sull’Amore. Quando creiamo qualcosa di bello o di buono, mettiamo una parte di noi stessi nella nostra creazione, la carichiamo delle nostre speranze, dei nostri desideri, dei nostri ideali, insomma delle nostre energie. La passione è ciò che fa la differenza fra un artista ispirato e un banale produttore di copie.


In questi lunghi giorni, il vostro Krsna aspetta che la sua Radha lo venga a trovare dall’altro capo della Cina, e tiene tanto alla cosa che sta curando in maniera maniacale tutti i dettagli. La casa è pulita e fornita di tutto. Le camere sono linde, e un secondo cuscino fa bella mostra di sé sul letto. Gli abiti da mettere in quei giorni sono riposti nei cassetti perché non si facciano pieghe. Il frigorifero è l’apoteosi di tutta questa preparazione: frutta, verdura, uova; miele, gelato, panna montata spray; caffè artigianale; due tipi di pane, cinque tipi di salame, quattro tipi di formaggio; due bottiglie di vino, rosso e rosé; cinque tipi di pasta, tre vasetti di sugo pronto; olio, aceto, limone, salsa di soia, spezie mediterranee a volontà, aglio, cipolla, tonno e fagioli in scatola; carne surgelata; succo d’arancia e di pompelmo, latte di mucca e di cocco; cacao, tre tipi di biscotti, due tipi di merendine; e tocco finale, tiramisù con ricetta originale italiana, preparato alle 10 di sera del giorno precedente.


Basterà? L’asta d’incenso è pronta sul suo supporto, le candele sistemate sui loro piatti in attesa di essere accese. Ecco, lo sapevo che avrei dimenticato qualcosa… i fiori! Oggi pomeriggio…


Ho trasformato questa casa in un nodo di energie positive… tutto è perfetto, lieto, accogliente. In questa casa e in tutto ciò che è stato preparato, c’è il mio desiderio di lei, la mia speranza di un domani insieme, il mio Amore. E questa, oggi, è la mia creazione.