sabato 6 gennaio 2007

L’Anno della Ricerca dell’Equilibrio

Equilibrio

E’ il pomeriggio del 3 gennaio, e mi sveglio con una bella luce luminosa che filtra dalla tenda. Tra le mie braccia dorme la mia Radha. C’è silenzio. Nella camera di fianco non c’è nessuno, perché i miei genitori sono partiti stamattina per l’Italia, dopo tre settimane di permanenza in Cina dove ho dovuto seguirli ad ogni passo per superare la barriera linguistica e culturale di questo Paese. Questa sera, anche il mio Amore partirà per tornare a casa, e non la vedrò per più di un mese.




E’ allora che la tensione cala e improvvisamente mi rendo conto del vuoto che mi aspetta da lì a poche ore. E di quello che è successo quest’anno.


E’ stato un anno massacrante, un anno di fatiche estreme per raggiungere degli obiettivi importanti, ovvero riuscire a vivere a Pechino, trovare l’Amore e costruirmi un curriculum desiderabile per le aziende di qui. Un anno così intenso che non ho quasi avuto il tempo di pensare a mente fredda a quello che stava succedendo.


E ora, è come se la febbre calasse improvvisamente, quel tanto che basta a farmi capire che tornerà presto, perché la mia Radha dovrà trasferirsi a Pechino, trovare casa e un nuovo lavoro; e anche io dovrò cominciare un nuovo lavoro, e costruire una convivenza quotidiana con la ragazza che amo, passare da una relazione a distanza a una di quasi coabitazione.




Ma non ho paura. Né ho voglia di tirarmi indietro. La verità è che sono felice, felice di quello che ho fatto e di quello che sto facendo. Soddisfatto di dove sono arrivato e di dove sto andando.




L’Anno passato è stato dedicato all’Originalità. In un certo senso, la definizione è stata appropriata, anche se un titolo ideale sarebbe stato “Anno delle Conseguenze Inaspettate”. Il ritorno a Shanghai, la città che tanto odiavo, si è rivelato uno splendido periodo della mia vita, complici una casa meravigliosa e una compagnia eccezionale. Il lavoro in un’ottima azienda si è svelato un progetto da principianti, mal pagato e quasi pericoloso per la mia carriera. Il mio scetticismo verso le ragazze cinesi è sfumato davanti all’incontro con la mia Radha.




Anche il mio trasferimento a Pechino è stato pieno di situazioni inaspettate. Anzitutto, non avevo minimamente previsto di arrivare qui con il cuore a Chengdu, incapacitato a vivere appieno il mio sogno perché sentivo, e sento ancora, che qualcosa mi manca. E’ stato lo sfumare del mio sogno di vita selvatica. Non solo: gran parte delle vecchie amicizie si sono dileguate, e le mie nuove frequentazioni sono tutte recenti. E anche qui devo combattere per sfuggire alla vita dorata da espatriato che tanto mi aveva disgustato a Shanghai.




E’ stato un Anno che ha ribaltato le mie aspettative e molti dei miei preconcetti. Un nuovo significato di Originalità.




Il prossimo anno sarà l’Anno della Ricerca dell’Equilibrio. Ho costruito tanto quest’anno, ma ancora devo costruire qualcosa. Ho una casa a Pechino, ma ho bisogno di una vita. Porto avanti una relazione a distanza, ma devo realizzare una relazione fatta di quotidianità. Ho uno stipendio, ma ho bisogno di un vero lavoro.




Per costruire grandi cose servono basi solide, e io le mie fondamenta le voglio gettare profonde. Non ho fretta - invecchiare mi sta insegnando che più si va avanti e più i successi richiedono fatica e pazienza non solo per essere realizzati, ma anche mantenuti.




Toccherà lavorare sodo quest’anno, come in quello passato, e con ancor maggiore coscienza. Toccherà improvvisare ogni santo giorno. Ma in fondo è anche per questo che non mi annoierò.




Un Addio all’Anno dell’Originalità, un Benvenuto all’Anno della Ricerca dell’Equilibrio.