“Actual happiness always looks pretty squalid in comparison with the overcompensations for misery. And, of course, stability isn't nearly so spectacular as instability. And being contented has none of the glamour of a good fight against misfortune, none of the picturesqueness of a struggle with temptation, or a fatal overthrow by passion or doubt. Happiness is never grand.”
Aldous Huxley, Brave New World
Tre donne ho amato veramente nella mia vita. La prima è l’amore idealizzato, desiderato più di ogni altra cosa e mai veramente consumato. La seconda è l’amore della giovinezza, consumato con la leggerezza d’animo che solo la giovane età concede. La terza è l’amore della maturità, l’amore realizzato: la casa, i figli, la concretezza e completezza di una relazione piena e consapevole.
Le amo ancora tutte e tre, naturalmente. Per sempre. O forse non amo loro, ma quello che hanno rappresentato per me. Tre donne che generano sentimenti diversi, ma sempre forti.
Per necessità, due di loro le tengo a distanza - più d’una attorno a me complicherebbe troppo la mia vita, la mia vita realizzata, completa, felice. Ho tutto, tutto quello che volevo. Non la perfezione, quella non è di questo mondo, ma una ragionevole felicità, quello che potevo sperare e forse anche un po’ di più.
Poi però a volte incontro una delle altre due, e allora è come quando il sole scompare, coperto da nuvole cupe, e il vento si alza. Fulmini illuminano l’orizzonte, e mi spaventano, minacciando il mio equilibrio, attentando alla mia felicità. L’elettricità mi rizza i peli del collo e delle braccia, e il cuore trema.
In quei momenti, e solo in quei momenti, mi sento veramente vivo. E quando passano, rimane lo struggimento, il desiderio per qualcosa che non si può avere, o si ha paura di avere. Doloroso eppure dolce, effimero ma affascinante come l’arcobaleno dopo una tempesta.
Abbiamo tutti fatto una scelta, prima o poi nella vita. Qualcuno non tornerebbe indietro, altri sì, ma il dubbio rimane sempre: se avessi scelto diversamente?
Ogni scelta importante, giusta o sbagliata, è un peso, una pietra sul cuore. Apre una strada e ne chiude un’altra. La sensazione di poter tornare indietro al bivio, o al crocicchio, e poter scegliere di nuovo, anche sbagliando, non è forse qualcosa di meraviglioso?
La domanda mi tormenta, e non mi voglio dare una risposta per non perdere questa sensazione, questo struggimento. Voglio rimanere ancora un po’ perduto nei miei sogni e nelle mie fantasie.
Le amo ancora tutte e tre, naturalmente. Per sempre. O forse non amo loro, ma quello che hanno rappresentato per me. Tre donne che generano sentimenti diversi, ma sempre forti.
Per necessità, due di loro le tengo a distanza - più d’una attorno a me complicherebbe troppo la mia vita, la mia vita realizzata, completa, felice. Ho tutto, tutto quello che volevo. Non la perfezione, quella non è di questo mondo, ma una ragionevole felicità, quello che potevo sperare e forse anche un po’ di più.
Poi però a volte incontro una delle altre due, e allora è come quando il sole scompare, coperto da nuvole cupe, e il vento si alza. Fulmini illuminano l’orizzonte, e mi spaventano, minacciando il mio equilibrio, attentando alla mia felicità. L’elettricità mi rizza i peli del collo e delle braccia, e il cuore trema.
In quei momenti, e solo in quei momenti, mi sento veramente vivo. E quando passano, rimane lo struggimento, il desiderio per qualcosa che non si può avere, o si ha paura di avere. Doloroso eppure dolce, effimero ma affascinante come l’arcobaleno dopo una tempesta.
Abbiamo tutti fatto una scelta, prima o poi nella vita. Qualcuno non tornerebbe indietro, altri sì, ma il dubbio rimane sempre: se avessi scelto diversamente?
Ogni scelta importante, giusta o sbagliata, è un peso, una pietra sul cuore. Apre una strada e ne chiude un’altra. La sensazione di poter tornare indietro al bivio, o al crocicchio, e poter scegliere di nuovo, anche sbagliando, non è forse qualcosa di meraviglioso?
La domanda mi tormenta, e non mi voglio dare una risposta per non perdere questa sensazione, questo struggimento. Voglio rimanere ancora un po’ perduto nei miei sogni e nelle mie fantasie.