sabato 3 gennaio 2009

L'Anno dell'Abbandono dell'Individualismo

Ramasita




Che anno, ragazzi. Se me lo avessero detto prima, non ci avrei creduto: anni più faticosi di questo non ne ricordo. Tutto è stato un problema, una lotta quotidiana contro l'universo in cui ogni volta che si chiudeva un fronte se ne aprivano due. Ma andiamo con ordine.




Anzitutto il tema dominante sono state le Olimpiadi. In nome delle Olimpiadi su Pechino è stata scatenata una rivoluzione che ha cambiato tutto, per lo più in peggio, esaltando tra l'altro la normale paranoia della popolazione hanzu a livelli di parossismo. Ho visto la mia amata Pechino snaturarsi per i Giochi, rinunciare alla sua identità, abbruttirsi come non mai. Propaganda, controlli di sicurezza, folle incoscienti che gridano slogan, campagne mediatiche e non si preparazione alle Olimpiadi, propaganda e ancora controlli di sicurezza. E' tutto cominciato con i controlli alla porta dell'ufficio, con le ronde di volontari che chiedono la registrazione degli stranieri, con i nuovi documenti necessari a tutto, con le limitazioni sul traffico, con i metal detector in metropolitana, con la polizia stazionata ad ogni angolo di strada, con i cartelloni di promozione ubiqui, con le leggende metropolitane, con i prezzi alle stelle. Un'intera città di milioni di abitanti sotto stress.




Poi l'inverno che ha steso la Cina del Sud appena prima del Capodanno lunare, mai visti tanto freddo e tanta neve, il Paese era in emergenza. Poi la rivolta di Lhasa, e via ad attacchi da parte dell'Occidente e dell'Oriente con me in mezzo a cercare di far ragionare tutti quelli che conosco. L'ondata di nazionalismo cinese alla vigilia delle Olimpiadi e il boicottaggio gratuito da parte dell'Occidente più ignorante. Poi il terremoto a Chengdu, la paura, i disagi.




Poi il delirio per il visto, il tentativo cinese di espellere tutti gli stranieri possibili che ha fatto sì che le Olimpiadi fossero un evento tutto cinese, e che gli stranieri se lo guardassero in TV nel nome della fratellanza e di “Pechino vi da' il benvenuto”. La gente che se n'è andata e non è più tornata. Le mie trafile impossibili tra documenti e relazioni, durante da aprile a fine giugno e costate quasi 10.000 RMB e un grosso favore da una persona importante per evitare di essere espulso dal Paese dove vivo e lavoro.




A proposito di lavoro, mille problemi anche qui. L'azienda truffata nella peggior tradizione cinese, problemi di cassa, problemi di stock, io al centro della pressione in quanto rappresentante dell'azienda con clienti e istituzioni, e responsabile dell'ufficio. La paranoia dei colleghi che sono arrivati a reazioni oltre misura, con ricatti e diffamazioni contro i titolari. L'abbandono di quasi tutti i colleghi per le seguenti cause: litigio con i titolari, maternità, esaurimento nervoso, litigio con colleghi, mancato pagamento dello stipendio. Uno dopo l'altro, moltissimi colleghi hanno abbandonato la nave che affondava lasciando me a coprirli, facendo il lavoro di almeno 5 persone in pieno periodo olimpico e con i miei problemi di visto da gestire. Aggiungiamoci una serie di sfighe personali a mo' di maledizione a tutti i membri dell'azienda: morte di familiari (3 persone), divorzio (1 persona), gravidanza indesiderata (1 persona), gravidanza problematica con ricovero in ospedale per un mese (1 persona), contrazione di malattia incurabile (1 persona). Da parte mia, ho avuto l'infarto di mio padre che per grazia di Dio si è salvato senza conseguenze serie per la salute.




Tra gli altri casini che non mi hanno colpito direttamente ma hanno contrassegnato l'anno ricordiamo: il furto del nome a That's Beijing a due mesi dall'inizio dei Giochi, la chiusura forzata di una serie di esercizi commerciali di amici e conoscenti (Kiosk, Frantoi Celletti), problemi di salute di amici (pleurite gravissima con tanto di doppio tubo di gomma che drena i polmoni dall'acqua, infilato sotto l'ascella), morte di altri familiari di amici, e via così.




Un anno difficile, difficilissimo. Doveva essere l'Anno del Rinnovamento: io direi piuttosto che è stato l'Anno della Lotta per la Sopravvivenza, ma in fondo non si può dire che non ci sia stato rinnovamento. Come spesso accade le difficoltà, oltre a temprarci, ci spingono a cambiare, trovare nuovi equilibri e nuove soluzioni ai problemi. Ci portano spesso ala saturazione, accelerando cambiamenti naturali fino a una soluzione rapida, forzata, rivoluzionaria.




Che dire dei successi di quest'anno? Non solo ho imparato ad avere pazienza, molta più di quella che avevo prima: adesso non credo più a niente, sono proto a perdere tutto e non pianifico mai nulla senza contemplare uno scenario in cui tutto va storto e alla fine tutti i piani verranno abbandonati. Ora ho il visto di lavoro, ragazzi. Il mio cinese è ulteriormente migliorato e ora leggo anche gli sms al cellulare. Io e la mia Radha ci amiamo più che mai e abbiamo deciso di sposarci. Siamo più attivi, la nostra qualità della vita è migliorata significativamente. Cuciniamo spesso grazie alla scoperta di una serie di luoghi a Pehcino dove approvvigionarsi di qualunque cosa relativa alla cucina, dal fresco al surgelato, dal locale all'importato, dal cibo agli alcolici all'equipaggiamento. Abbiamo viaggiato un po': lei è stata in Italia e ha conosciuto la mia famiglia allargata, insieme siamo stati in Hebei e abbiamo esplorato ancora meglio Pechino.




Ho ancora i problemi dell'anno scorso? Sono felice di dire di no. La mia vita non mi annoia, ora è più varia che mai. Ci sono tante attività, ci sono tanti nuovi amici, ci sono tanti posti nuovi da frequentare in una città che, dopo le Olimpiadi, lentamente torna ad essere quella che è sempre stata, ovvero una capitale di confine tra la Cina e la steppa selvaggia. La mia poesia torna ad emergere: leggo, scrivo, dipingo, suono, mi approprio dei miei spazi creativi insieme alla mia Radha. Sono sempre sicuro che da grande non farò il manager, ma invece di impazzire per capire cosa farò, guardo con scetticismo al futuro in attesa dell'occasione, senza preoccuparmi troppo di prevedere quello che sarà. Seguo il flusso e, per quanto posso, lo cavalco. Ora la mia anima è tornata ad essere il centro della mia vita, la mia concentrazione è più solida.




La mia percezione di me stesso, mi rendo conto, è cambiata. Ho meno paura, ho meno interesse per il mio ego. Non penso più a me ora come il centro del mondo: penso a me come parte di una coppia con la mia Radha, parte di una famiglia con i miei genitori, parte di un gruppo, molti gruppi, che compenetrano il tempo. Non c'è più solo l'ora, c'è il tempo: il passato e il futuro definiscono il presente: non c'è fretta, solo tentativo di portare armonia ed equilibrio. Cosa curiosa, non penso più a me stesso come Krsna, giocoso, sfuggente, estatico: la presa di responsabilità sta spostando la mia concentrazione su Rama, campione del dharma, dovere e responsabilità, eroe e condottiero, marito fedele ed esempio di coerenza e fermezza. Dal Krsnavada, la Canzone di Krsna, al Ramayana, l'Epopea di Rama? Chi lo sa? Non mi preoccupo troppo dei nomi e delle definizioni, in fondo Rama e Krsna non sono che manifestazioni diverse della stessa realtà divina.




Un successo, difficile ma glorioso, l'Anno del Rinnovamento. Cosa ci aspetta quindi, all'Orizzonte? Tanti cambiamenti: matrimonio per certo; trasferimento in Italia senz'altro, manca di definire il quando; cambi di lavoro perché no? Viaggio in Asia, da Pechino a Kanyakumari, da definire, ma nei possibili piani. Un addio al passato di Krsna e un benvenuto alla nuova era sotto la benedizione di Rama. Con un atteggiamento così pacifico e scettico verso il futuro è possibile dare una definizione a un periodo di tempo standardizzato come l'anno a venire? Proviamoci, ben sapendo che l'esercizio è un gioco: in futuro il mio cambiamento di pelle significherà dire ufficialmente addio a tante cose della mia vita. La mia libertà nominale, il mio domicilio a Pechino, la Casa del Mio Spirito, la responsabilità verso me stesso piuttosto che verso altri. Devo sistemarmi, mettere le basi per costruire una famiglia, prendermi cura degli anziani e mettere al mondo le nuove generazioni, educandole come si meritano. Non è un passaggio facile, ma non mi fa paura, anzi mi eccita affrontarlo perché so che oltre c'è un mondo nuovo, e la mia curiosità per i mondi inesplorati è ben nota.




Buon Anno dell'Abbandono dell'Individualismo, quindi, caro Krsna. Cerca di farlo col botto, per non aver rimpianti nel tuo futuro.


Ramayana Lake