domenica 26 febbraio 2006

Presenti Inaspettati

Il telefono mi sveglia improvvisamente, e a tentoni trovo la cornetta e la alzo. Una voce femminile in cinglese mi comunica l’orario e mi augura buona giornata. Mi alzo dal letto morbidissimo a tre piazze, cammino a piedi nudi sulla moquette soffice, e spalanco le tende. Davanti a me il sole sta per sorgere, illuminando di una luce irreale il paesaggio cyberpunk di Nanchino.

 



 

Alba su Nanjing


La scena si ripete il giorno seguente, ma la vista è diversa: l’alba cresce sulle acque dello Huangpu, e una falce di luna fluttua come un apostrofo tra la grandezza dei grattacieli di Lujiazui e la raffinatezza dei palazzi neoclassici del Bund.




Alba su Shanghai


 


 
La sera dello stesso giorno cammino per il lungomare di Kowloon, e la brezza salmastra mi penetra le narici e scompiglia i capelli. Di là della baia, la skyline dell’isola di Hongkong sorride illuminata nella sua decadente ricchezza.


 



Hongkong by Night



Quattro anni fa, non avrei mai immaginato un futuro del genere. Il mondo è un luogo molto più vasto di quanto si pensi, e raramente la nostra comprensione mantiene il passo con esso. Mi chiedo dove sarò tra cinque anni – ovunque sia, credo sarò in un posto inaspettato, inimmaginato, all’eterna ricerca di cosa non so. Ma qualche che conta in fondo, è la ricerca. La vera meta è dentro di me.

 

 

 

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