Ieri ho fatto la mia migliore lezione di yoga di sempre. Concentrato, sereno, tonico, tutte le posizioni entravano e si mantenevano quasi con naturalezza, mentre attorno a me gli altri compagni tremavano e sbuffavano. E' merito del mio maestro, ed è anche un po' merito mio. Durante la lezione, mentre la mia mente vagava durante il rilassamento, e gioiva del fatto che, a 30 anni e 81kg, faccio yoga meglio di quando avevo 25 anni e 70kg, ho avuto un'epifania.
Il segreto sta tutto nel migliorare.
Implicitamente ho sempre pensato “adesso che ho 31 anni non sono più giovane, almeno non lo sono relativamente a quando avevo 25 anni”. E qui sbagliavo, confondendo una misura astratta di tempo con una condizione del mio corpo e della mia anima. Essere giovani in questo senso è relativo: c'è gente che è giovane a 60 anni, altra a 20 anni è già vecchia. Cosa significa allora essere giovane, in che cosa consiste?
Essere giovane, ho compreso ieri, significa crescere. Sapere che davanti a noi c'è un futuro in cui potremo essere persone migliori, in qualunque senso vogliamo. Più consapevoli, più buone, più forti, più sagge, più belle, più affascinanti, più esperte.
In poche parole, si è giovani finché si può sperare in un domani migliore. Si è vecchi quando i tempi migliori sono alle spalle.
Ecco, io ho capito di essere ancora giovane, perché non ho mai fatto yoga meglio di ieri, e se mi impegno so che la prossima lezione potrò raggiungere un livello ancora più alto. E non solo nello yoga. Ogni giorno voglio impegnarmi per migliorare in tutto, essere più consapevole, buono, forte, saggio, bello, affascinante ed esperto. Ricordarsi che migliorare è possibile, questo è il segreto, e non è cosa facile, con tutte le distrazioni che ci portano verso la stasi fisica e spirituale. Ci concentriamo sulle cose esterne a noi, sulle cose che possediamo o vogliamo possedere, o sulle informazioni irrilevanti che ci bombardano continuamente, e in quel momento perdiamo noi stessi, ci abbandoniamo alla vecchiaia.
Ma io so che finché mi ricorderò di migliorarmi ogni giorno, non sarò mai vecchio.
mi manchi.
RispondiEliminaGrazie Gabriele,
RispondiEliminadopo aver letto il tuo messaggio sono andato subito su questo blog perché mi ha attratto.
Leggendo questo post ho ritrovato alcuni miei pensieri ed esperienze che condivido. Credo di poter sintetizzare dicendo che l'età anagrafica e cronologica è "relativa". Questo tipo di riflessione ed esperienza, in un certo senso, dimostra l'importanza dello stato e dello stadio della nostra Coscienza. (Chiamo Coscienza qualcosa o uno stato che, più o meno, viviamo tutti, ma che ancora, per certi versi, è sfuggente. Sarò il campo di studi dei prossimi anni.).
Questa "relatività" viene sperimentato nel corso degli anni come hai fatto tu e come ho fatto io e altri.
Credo sia importante dirsele queste cose e comunicarle...
Grazie.
Resalvato
P.S.
Ma il tuo nome in cinese l'hai scritto in caratteri cinesi!? (il mio computer infatti non li legge, usando anche la codifica cinese! ma adesso ho capito. Grazie)