L'Anno della Bellezza Esteriore è finito, e non è stato un cattivo anno. Un anno intenso di lavoro e di nuove esperienze, in cui ho realizzato parecchi dei miei obiettivi yogici, tipo che ora ho dei capelli lunghi e presentabili, mi vesto più decentemente, mi prendo più cura di me stesso senza uno sforzo particolare, e soprattutto la dieta sta funzionando. In estate ho perso parecchio peso e questo, oltre a migliorare la mia immagine, mi ha fatto sentire meglio anche a livello di salute: più energetico, meno incline alla melancolia. L'autunno e poi l'inverno hanno in parte annullato i miei sforzi, ma continuo a mantenere una certa disciplina e una forma fisica migliore di quella dell'anno scorso. Cosa più importante di tutte, ho esplorato nuovi limiti del mio corpo fisico, e in questo l'hatha yoga mi ha dato una bella mano.
Ora l'anno è finito, e guardo al 2013 con aspettativa: cosa porterà? Che anno sarà questo? La decisione è stata presa pochi giorni fa. Determinanti sono stati alcuni fattori: anzitutto il mio lavoro, che mi permette di viaggiare e incontrare persone sempre diverse per età, esperienze, luogo, razza, religione. Ciascuno di loro ha sempre qualcosa da rivelarmi, nel bene e nel male, su come vivere la vita.
Nelle ultime settimane mia nonna ha cominciato a stare male: mentre il suo fisico di 95enne non sembra soffrire il tempo che passa, la sua mente è assente e non elabora più le percezioni del corpo: non riconosce le persone, non ha più cognizione del tempo, e in generale è in preda alla confusione di un cervello che non funziona più come dovrebbe. Quel che mi ha toccato di quest'evento non è affatto mia nonna: il suo tempo è arrivato e si prepara ad attraversare la soglia. Piuttosto sono i miei familiari che la assistono, e le loro reazioni, che hanno stimolato la mia curiosità: ciascuno a suo modo vive il dolore di una morte prossima, chi immergendocisi chi ignorandolo, e lo stress di prendersi cura di una persona che non è più sé stessa, ma verso cui si porta un amore viscerale che solo la prossimità di sangue permette.
Un terzo elemento di riflessione è stato il Krsnas celebrato pochi giorni fa: un bagno di folla inusuale, che ha impedito i tradizionali discorsi sulla trascendenza ma, a modo suo, ha portato comunque effetti trascendenti ai partecipanti facendo emergere in ciascuno di loro elementi di personalità a me sconosciuti, e forse sconosciuti anche agli altri. Mi è capitato di scoprire che non conoscevo così bene i miei amici più stretti – o meglio – non comprendevo così bene la loro evoluzione recente.
Queste esperienze stanno facendo sorgere in me uno strano desiderio di umanità, strano perché il mio carattere sino ad oggi ha sempre teso alla solitudine dell'eremita. Questo desiderio è stato rafforzato dall'esempio e dagli scritti del cardinal Martini, recentemente scomparso: leggendo le sue lettere pastorali, in questi giorni, scopro nuove dimensioni della spiritualità, comprendo all'improvviso che la Divinità non si trova solo nella solitudine del Deserto, ma anche nella confusione di Babilionia, esplorando la meraviglia dell'essere umano e della sua complessità, dell'unicità di ciascuno di noi, in varie dimensioni, così tante che nessuno può comprenderle tutte. Davvero in noi c'è una scintilla divina che trascende i limiti della nostra mente mortale.
Vorrei che il 2013 fosse l'Anno della Compassione, un anno dedicato a comprendere gli altri, l'umanità, e imparare indirettamente dai loro successi e dai loro fallimenti. Una comprensione che non guarda tanto ai gesti esteriori e superficiali ma punta allo spirito, alla parte più profonda e sacra dell'uomo, quella parte che è buona perché l'errore del male viene dopo, ed è nella conseguenza della volontà, e non nel desiderio originale. Un buttarsi del mondo dopo un periodo di relativo isolamento spirituale, per cercare anche di mettere alla prova me stesso e cercare di non perdermi nel vortice della vita mondana, nella confusione di mille menti perdute che cercano la loro strada.
Non sarà un Anno semplice, ma le sfide complesse sono anche quelle più stimolanti, e io mi sento pronto. Auguratemi buona fortuna, come io la auguro a voi!
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