giovedì 5 maggio 2005

Confusione

Aveva i bei capelli bruni spettinati, con ciocche scomposte a ricaderle sulla fronte. Il viso solitamente pallido, punteggiato da graziose lentiggini, era acceso da un lieve rossore. Mi guardava a lungo, con occhi languidi, annebbiati dai fumi del vino. Davanti a lei una coppa, nuovamente colma della dolce bevanda color del rubino. Era confusa, sorpresa dalle sensazioni che le percorrevano il corpo, ma non reagiva in alcun modo; si limitava a contemplarle, lievemente turbata, mentre nella sua testa si rincorrevano molteplici pensieri.

Anch'io non saprei dire cosa provavo, in quel momento, mentre i miei occhi innamorati si fissavano nei suoi, così torbidi e stupiti. Anch'io contemplavo la sua compostezza, il suo usuale contegno muliebre sconvolti da Bacco, come un fuoco che percorresse la terra e la accendesse di nuovi e terribili colori. Così affascinante, così selvatica, non l'avevo mai immaginata.

Il mio cuore sobbalzava a quello spettacolo, come la notte improvvisa, annunciata da un tramonto che rompe la luce bianca del sole e la fa rossa, e l'orizzonte delle mie emozioni inonda di fuoco, di sangue, di vino, di un'emozione che è vita selvaggia, che è lo stato originario del cuore.

E in quell'istante sapevo di amarla, e quella consapevolezza confondeva anche il mio cuore.

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