Ci siam conosciuti nel 1998, al primo anno di università. Non so che pensasse di me, ma lui mi stava sulle palle da morire, tutto il tempo seduto in ultima fila a sparar cazzate e disturbare me, che ero orgoglioso d'esser entrato in Bocconi e mi ci volevo impegnare veramente. E' stato più tardi che s'è diventati amici, tanto da uscir la sera assieme e chiacchierare e batter la tazza della birra assieme e citare da Fantozzi al DJ Ariele solo per fare una risata. Ma nessuno dei due avrebbe mai pensato che nel 2006 ci si sarebbe trovati stanchi morti a camminare per le strade deserte di Shanghai, alle quattro del mattino, con una latta di birra e un pacchetto di sizze cinesi, a confrontare opninioni sul perché questo popolo e questo Paese siano così grandi eppure così incasinati, e lascino entrambi di sasso.
Scoprire il lato dormiente di Shanghai, in una camminata dal Bund alla Shimen Yi Lu, è stata anche una scoperta reciproca, e in parte un conforto nel poter parlare la stessa lingua - lo slang milanese - e ragionare con gli stessi paramentri da lombardi-rocchettari-viaggiatori. Per molti versi, la miglior fine possibile per una serata che in fondo aveva già rotto le palle ancora prima di cominciare. Qualche volta un amico con cui parlare senza dover costruire strutture di facciata aiuta.
Finally, some fuckin' decent people around. Boh... bella.
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