puntualmente delle crisi di nausea”
Negrita, Aria (Radio Zombie, 2001)
L’Idealismo, su cui già è stato scritto, è una bellissima cosa, perché mette in contatto i sogni con la realtà e spinge quest’ultima a migliorarsi aiutata dalla fantasia. Si dice spesso, e non a torto, che per essere degli idealisti ci vuole coraggio, ma questo non basta: ci vuole anche buonsenso.
Ed esiste appunto una forma pervertita di idealismo che nasce in quelle (tante) persone che buonsenso non ne hanno, o comunque sono colme di ingenuità più o meno indotta piuttosto che di inesperienza delle cose mondane. Quando queste persone sognano, il loro idealismo diventa concentrato su sé stesso e smette di essere strumento di miglioramento, ma diventa fine autonomo.
Queste persone, incapaci di coltivare dubbio e ironia, si riempiono la bocca di grandi parole e la testa di sciocche astrazioni senza alcun riscontro con la realtà. E proclamano con arroganza la loro fede nell’amore eterno, nella purezza interiore, nella verità assoluta, nella bontà originale del genere umano o nella provvidenza divina. Esasperano ogni regola arrivando a distorcerla pur di sentirsi migliori e più vicini al loro parametro di perfezione.
Per chiunque conservi un minimo di immaginazione e flessibilità mentale, queste persone sono oltremodo esasperanti: persone che invece di sbattersi, pregano Dio perché la loro vita cambi. Ragazze che rifiutano di lasciarsi andare agli impulsi della vita perché aspettano il principe azzurro che un giorno suonerà alla loro porta. Religiosi che in barba alla misericordia verso gli altri esseri fanno gli spocchiosi perché non vogliono mescolarsi con chi non condivide la loro visione della Verità. Cittadini che non vogliono nemmeno provare a capire chi è diverso e votano partiti estremisti per risolvere le dispute con la violenza, nel nome di un’ideologia più “elevata”.
Persone che si rifiutano di vedere la realtà al di là del proprio naso, e preferiscono sbatterci la testa contro sperando che si buchi e al di là ci sia il mondo dei loro sogni. Sogni generati dall’oppio di cui nutrono la propria mente, riempita ogni giorni di bugie create ad arte e mezze verità fatte su misura, un sistema che esiste non per crescere attraverso la riflessione, ma per autoperpetuarsi e null’altro.
Queste persone si rivelano solitamente moraliste all’eccesso e assolutamente intolleranti verso chi, esistendo, mette in dubbio il mondo in cui loro credono di vivere. Persone frustrate da un eccesso di ottimismo, che le porta, in ogni situazione, ad esser negative verso tutto e tutti e a criticare ciò che è diverso.
Come già detto, un idealista ha fantasia. Chi non ne ha, al contrario, si nutre della fantasia altrui senza capirla. Impara a memoria i sogni degli altri e li distorce sclerotizzandoli in visioni chiuse e ristrette, e se ne pasce atteggiandosi ad eroe.
Sono come cavalli da soma che, facili a distrarsi e spaventarsi, ricevono paraocchi per vedere solo la strada che hanno davanti. Ma i paraocchi se li mettono da soli. Se mai decideranno di levarseli, vedranno qualcosa di più della strada che sta davanti: i sentieri laterali, le scorciatoie e le passeggiate, i crocevia e il paesaggio.
Lasciateli dunque, severi e orgogliosi, camminare guardando sempre dritto in una sola direzione. Non prestate loro attenzione, perché uno sciocco non ne merita, specialmente quando è arrogante. Voi, che i paraocchi non li apprezzate, fate come preferite – viaggiate e riposatevi, correte o guardate semplicemente il panorama che avete attorno. Il mondo è vario e la vita è dolce, se si guarda coscientemente alle direzioni.
“Qui niente male l'eterno funerale
chiudi la testa rinuncia alla tua festa”
Litfiba, Proibito (El Diablo)
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