lunedì 12 settembre 2005

Sogno sull'Italia


L’altra notte ho avuto un sogno strano. Ero tornato in Italia. I miei amici, svaccati sulle sedie attorno a un tavolo, mi rivolgevano saluti felici ma stanchi. Nessuno si alzava per salutarmi, ma mi invitavano al loro tavolo a chiacchierare e ridere, bevendo e fumando.
 
Andavo a un colloquio di lavoro. L’edificio elegante era pieno di giovani lavoratori rampanti e ben vestiti. Tutti parlavano ad alta voce, agitati, correvano con fogli in mano, urlavano al telefono. Seduto al tavolo del colloquio, ostentavo il mio solito flemma alle domande dell’esaminatrice. Dietro di noi, due persone, un uomo e una donna, discutevano animatamente, senza badare al colloquio che si stava svolgendo. Cercavo di rispondere tranquillamente alle domande che mi venivano poste, ma le voci dei due dietro a me continuavano a sovrastare la conversazione al tavolo, rendendo difficile parlare e pensare.
 
Dopo alcuni minuti, esausto della fatica spesa in un banale colloquio, chiedo un attimo di tempo alla mia esaminatrice.

“Mi scusa un momento?”
“Prego… ” mi risponde incerta.

Mi alzo calmo dalla sedia e mi dirigo verso i due. La donna mi dà le spalle, l’uomo è di fronte a lei, appoggiato al muro nel suo bel gessato scuro di moda italiana. Nessuno dei due mi fa caso.
 
Afferro la donna per i capelli, corti e biondi, e tirandola la scaravento a terra. L’uomo mi nota e alza le mani agitato: lo colpisco al volto prima con le nocche, poi con il gomito, finché anche lui non rovina a terra. Li guardo stesi sul pavimento, incapaci di rialzarsi. Quietamente, ritorno al tavolo e mi siedo, sorridendo all’esaminatrice esterrefatta.
 
“Ora possiamo continuare”
 
Che significherà questo sogno, che non ho voglia di tornare in Italia? Mah…

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