venerdì 13 gennaio 2006

Incoscienza

"Quando la legge e il dovere sono una cosa sola, unita dalla religione, noi perdiamo un po' della nostra consapevolezza. Non siamo più pienamente coscienti, non siamo più individui completi"
Muad'Dib, Dune


 

Oggi il Grande Amore della mia adolescenza mi ha scritto una mail, per ringraziarmi delle belle parole fattele avere in occasione del suo matrimonio, e con essa ha espresso un manifesto, il manifesto del suo modo di vivere il rapporto di coppia e la vita. Una frase lapidaria, da lei citata, esprime in sintesi la sua visione:

" Marriage is not about finding the right partner… but TO BE the right partner"

Il matrimonio consiste nell'abbandonare la propria individualità e crearne un nuovo essere, una coppia. Allo stesso modo in cui vivere in una comunità hare krsna consiste nell'abbandonare il sé e fondersi nella comunità, diventare una parte di un'entità più grande, una parte che vive in armonia con le altre e compone una coscienza che si sforza di essere l'immagine di Dio sulla terra. Condividere le stesse idee, gli stessi propositivi, gli stessi valori. Agire come Uno, pensare come Uno, provare emozioni come Uno.

Questa prospettiva è istintivamente interessante e attraente per la maggior parte delle persone. Il motivo per cui ciò accade, tuttavia, raramente è manifesto: essere parte di qualcosa di più grande solleva dal fardello di pensare; sottrae alle responsabilità; giustifica a priori l'esistenza e dà ad essa un senso riconosciuto da altre persone.

Poche cose mi fanno paura come questa; la negazione della coscienza - l'incoscienza. L'abbandono, la rinuncia, il suicidio della propria crescita. Alla citazione del mio Grande Amore, ne preferisco un'altra:

"We don't love someone for who he is… we love him for what WE are, when we're with him"

Amore è infatti è essere capaci di non abbandonare sé stessi, né limitare gli altri, eppure riuscire a crescere assieme, ciascuno aiutando l'altro. L'Amore è tolleranza: saper accettare che il sentiero spirituale di ogni persona è diverso, e che la persona che amiamo non si può identificare con noi, o noi con lei. Non forzarla, né accettare di esserne forzati: l'Amore è libertà assoluta. Quando non lo è, non è Amore, ma dipendenza emotiva.

 

Questo Lei non l'ha mai capito, e mi chiedo se lo capirà mai, il valore dell'individuo. Anche la mail che mi ha spedito era una mail comune agli amici italiani. Non una mail individuale. Il suo destinatario è un gruppo, e un gruppo spesso non è composto da persone, ma da ruoli, la versione appiattita della persona umana, la sua parte che si relaziona al gruppo, scremata di tutto ciò che il gruppo stesso non ritiene rilevante. Uno spettro.

Ringrazio sinceramente (e non sono ironico né sarcastico) il mio Grande Amore della mia adolescenza, perché mi così spesso mi spinge avanti nel mio cammino spirituale e mi insegna ad essere una persona migliore, mostrandomi, attraverso il suo esempio, tutto ciò che non vorrò essere mai.

 

"The most important kind of freedom is to be what you really are. You trade in your reality for a role. You give up your ability to feel, and in exchange, put on a mask."
Jim Morrison

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