Quelle mani le ho viste sottili, esili e graziose
Le ho viste callose, forti, e più aggraziate
Mani sapienti, esperte, abili
Ora le vedo ancora, da lontano, coperte d'henné
Come si conviene alle spose indiane
Il mio amore, il mio desiderio per quelle mani
È mutato nel tempo, come quelle dita
E gli anelli che le ornavano di volta in volta
Guardarle è come guardar te, e me allo stesso tempo
Come uno specchio che desta ricordi sopiti
E antiche speranze che muovevano la mia vita un tempo
La Ruota gira, senza mai fermarsi.
Come sarà il prossimo giro? Nel ciclo
Della vita, la mia coscienza affonda e risale
L'evoluzione è un processo che distrugge e crea
Il domani ha una sola promessa:
sarà diverso da quello che oggi si vede.
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