lunedì 2 gennaio 2006

L'Anno dell'Originalità

L'Anno dell'Estasi è stato un fallimento parziale. Non è stato un cattivo anno, no, ma non è stato nemmeno particolarmente buono. Non c'è stata Estasi, se si eccettua un breve periodo, a febbraio-marzo, dove ho scoperto per la prima volta la gioia di essere studente, sono stato assunto da Galbani, e ho frequentato Carla. Ma i lunghi mesi a Shanghai, sono stati fallimentari sotto molti punti di vista. Rapporti superficiali, soddisfazioni inesistenti, mancanza di prospettive su qualsiasi futuro possibile. Una cosa, mi ha insegnato quest'anno, ed è una cosa importante: che il primo gradino dell'Amore è l'Amore per sé stessi; il secondo gradino è l'Amore per un'altra persona, l'Amore di coppia; il terzo gradino è l'Amore per tutte le altre persone l'Amore universale.

E ciò comporta che l'Amore, quello sempre sognato e idealizzato con la Donna della Mia Vita, non è una meta definitiva, ma solo una fase di passaggio destinata ad essere superata e trascesa, un passaggio fondamentale per crescere spiritualmente.

Gli effetti di questa epifania si sono manifestati nella mia vita sentimentale in una lunga serie di rapporti superficiali, di giochi d'amore
con donne d'ogni età, razze e colore. Alcuni sono stati belli, memorabili; altri squallidi, trascurabili. Ma per la prima volta in vita mia, ho affrontato un rapporto sentimentale senza buttarmici dentro anima e corpo, come ho sempre fatto; alla kamikaze dell'amore, in caduta libera verso una possibile craniata contro lo stipite dell'universo. Da quest'anno, vedo i rapporti con maggiore distacco, maggior lucidità, e questo è un bene.
Sono più libero, ora.

Quale sarà dunque, o Krsna, il tema del prossimo anno? L'Originalità. L'oracolo celtico del solstizio ha parlato chiaro, portando alla luce un valore che proprio in queste ultime settimane del 2005 stava crescendo dentro di me. L'insofferenza verso la banalità, la prevedibilità, il tran-tran. Il rifiuto categorico di una vita imprigionata dentro degli schemi, in barba ai vantaggi e alle tentazioni di una famiglia felice, una stabilità emotiva, uno stipendio sostanzioso. L'ho già scritto una volta e lo scrivo ancora:

"Non mi adatterò mai a vivere tra i pashu, le pecore. Sarò cane, oppure sarò lupo. E oggi lo urlo al mondo e alla sua omologazione, al suo spirito di rinuncia, al suo rifiuto di lottare e di sbattere la testa cento volte contro gli ostacoli fino a buttarli giù, contro chi si nasconde nella sicurezza del gruppo e spera che nessun occhio lo noti, contro chi ha paura del futuro e dell'incertezza, contro chi preferisce un mondo prevedibile e sicuro, in cui tutti siano uguali e l'inetto riceva quanto l'abile così nessuno avrà paura di doversi impegnare in qualcosa. Contro chi manca di vitalità e volontà. Contro il mondo delle pecore, di cui oggi non faccio parte.
"Andate a fare in culo, non mi avrete mai."


L'originalità, la creazione di qualcosa di nuovo e unico, un'aggiunta alla realtà che la rende più estesa, varia e colorata. Una strada nuova, un sentiero inesplorato. La mia via. Possa l'Anno dell'Originalità concedermi la distruzione degli schemi che oggi vogliono fare di me un membro del gregge, una pecora tra le pecore. Sarà più facile che sia la realtà a piegarsi alle mie esigenze, che io alle sue.

Om mani padme hung.

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