in un paese neutrale, anni persi ad aspettare
qualcosa qualcuno la sorte o perché no la morte"
Per tanto tempo ho guardato con ironia mista a pietà coloro che si battevano per un ideale astratto… da pragmatico e pratico quale sono, non mi sono mai interessati principi, morali o schemi mentali, e forse in questo sono fortunato, perché evito di ingannare me stesso - se si eccettua quando mi innamoro, ma quello è un discorso a sé. Fatto sta che ultimamente qualche cosa si muove nella mia coscienza e si fa ogni giorno più forte, più vitale, e devo dire mi fa stare bene con me stesso.
Credo che tutto sia cominciato in India. Ah, India! Tanto sottovalutata… di miracoli ne fai anche a distanza di mesi e mesi. Ero a Madurai, al memoriale di Gandhi, a guardare il suo dhoti bianco sporco di terra e di sangue, dopo che gli avevano sparato. Guardavo le sue foto, i documenti della sua vita, i libri scritti da e su di lui… e l'adorazione della gente. E pensandoci pensandoci, in effetti Gandhi era un bodhisattva di quelli bravi, che predicava pace e amore per salvare il mondo e vinceva, unendo arya e dravida, indù e musulmani e cristiani e buddhisti dell'India in una democrazia libera dagli inglesi ma loro amica; e non rinunciando nemmeno a una morte da martire - se avesse fatto tutto lui, che cosa ci lascerebbe? Abbiamo un'India divisa tra Bharata, Pakistan e Bangladesh, e un mondo diviso da sospetto, interessi contrapposti, ignoranza e povertà; un mondo da aggiustare, e chi ci prova ultimamente utilizza troppo facilmente l'odio - pacifisti compresi, che sono i più negativi di tutti. Amore, gente, serenità e sicurezza! Finché combatterete il nemico, sarete sempre in guerra: rinunciate al nemico, e diventate suoi amici. Qui si costruisce il pacifismo, non negli slogan anti-americani…
Ma non divaghiamo: Gandhi, il bodhisattva. Ha anche difeso i dalit, i paria, e li ha portati a forza nel tempio di Sri Minaksi, nel grembo della Madre Sakti. Voglio dire… Gandhi era proprio bravo!
Allora, a distanza di mesi dalla mia visita al suo memoriale, mi chiedo: ma forse forse essere idealisti paga? E la risposta tende sempre più verso il sì. Più che altro il problema è diventato: non essere idealisti paga? E se sì, quanto?
Il mio Anno della Trascendenza mi ha insegnato anche a trovare un fine più alto, più grande, mi ha fatto avere una visione delle potenzialità della vita e della volontà umana. Da quando ho visto quella visione, ciò che ho sempre cercato fino a quel momento mi è parso risibile. Tranquillità, pace, benessere, l'amore di una donna… piccolezze su cui fondavo la mia vita e su cui fondano la propria quasi tutti. Non che le sminuisca, anzi, ma c'è di più… certe gratificazioni non sono che il contorno del piatto forte che si può preparare.
Qualcosa di grande, qualcosa di glorioso, storico… quelle cose che quando la gente le sente raccontare rabbrividisce, e quando pensi che le hai fatte ti senti come completo, come se avessi pagato tutti debiti che hai con l'universo, ed essere quasi in credito. Pensare di non aver bisogno di ricevere, ma sapere di essere in posizione di dare al mondo.
E allora, quando penso a Pechino, mi vien da dubitare che non ci vada per la prospettiva di un bel lavoro, tanti soldi, uno status sociale elevato, yangroujuanr e birra qingdao a prezzi politici, ragazze varie e facili, e il cielo azzurro.
Forse ci vado perché è il centro del mondo, ed è lì che le cose succedono, ed è lì che le persone fanno la differenza. Il pensiero, la parola, l'azione che hanno un peso. Il fulcro attorno a cui ruota il mondo. La possibilità d'esser lì quando la storia si costruisce, e lasciare un segno, forse solo una tacca, ma per far muovere il mondo nel modo che io credo migliore.
Ne parlavo con Radha, tempo fa. La nostra opinione del mondo è simile, ma lei ha mollato tutto ed è scappata in India, a Vrindavana, dove quando canta i mantra sotto l'Albero delle Gopi il mondo sembra più bello. Io vado in Cina, dove lo schifo del mondo, il suo grigiore e la sua grandiosa follia sono più evidenti. Ed è a cominciare da lì, che spero di far qualcosa - l'importante è non scappare, non avere mai paura, pensare in grande, e avere fiducia. Qualche cosa succederà, se ci crediamo.
Io oggi comincio a crederci.
"Non so bene non so dire dove nasca quel calore
ma so che brucia, arde e freme
trasforma la tua vita no tu non lo puoi spiegare
una sorta di apparente illogicità
ti fa vivere una vita che per altri è assurdità
ma tu fai la cosa giusta te l'ha detto quel calore
ti brucia in petto è odio mosso da amore
da amore, guagliò
Curre curre guagliò"
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