sabato 22 gennaio 2005

Il Dolore gioca a rimpiattino

Ti punta, si lancia, ti centra. Ti rialzi, e ti centra ancora. Poi impari a schivarlo, e pensi di averlo fregato. Ma lui ti prende di rimbalzo, e ti accorgi che non è così semplice, e che a 25 anni non è mica facile esser buddha, tantomeno bodhisattva.

Mah… avevo creduto d'aver imparato a sostenere il dolore, a combattere per cambiare le cose quando si può, con una sana e costruttiva aggressività. Oppure ad accettarlo come un arrendevole fatalismo quando non si può proprio fare niente contro di esso. Non c'erano più rabbia, rancore, paura. C'era la lucidità.

Adesso invece, il Dolore mi ha preso al rimbalzo, colpendo le persone che amo. E non sono capace di evitarlo come prima: perché se posso facilmente rinunciare a me stesso, non altrettanto posso fare con coloro a cui voglio bene e che vorrei aiutare. Oggi ho sentito mia madre piangere, nella camera di fianco. Vedere l'essere che t'è stato madre, l'assoluto nei primi anni della vita e il simbolo della potenza e coscienza divina in terra finché dipendevi da lei, crollare davanti alle situazioni della vita, è come prendere uno schiaffo.

Sveglia! E' ora che t'accorgi che non c'è una persona onnipotente a proteggerti dal mondo. Anche lei può crollare, e tu sei da solo… perché sei adulto. Sei un uomo, e sei da solo.

L'amore e la compassione mi hanno tradito, l'affezione per una persona mi ha reso vulnerabile all'amico Dolore che credevo ormai estinto. Non discuto sull'opportunità d'amare - ritengo comunque che valga la pena esporsi al rischio di soffrire, pur di esplorare le terre della gioia e dell'estasi emotiva. Sono la porta della Trascendenza.

Ma anche il Dolore è Trascendenza. L'avevo dimenticato. Credevo di aver superato. Invece sono ancora qui… quasi rassicurato da una presenza conosciuta. Si può superare il Dolore? E se sì, ne vale la pena? Non è che forse, senza Dolore non ci sarebbe vera Gioia, come la Luce non esiste senza Oscurità?

Domande cui non so rispondere, con tutta franchezza. Quello di cui sono certo è che non rinuncerò alla mia Compassione, questa bella virtù buddhista che mi permette d'amare senza possesso, e di gioire dell'altrui felicità, e condividere le pene di altri, rinunciando comunque all'Ego e a tutte le sue debolezze e i suoi guai… questa è Trascendenza. Sì, lo è proprio.

Buongiorno Dolore, mio caro e confortante visitatore periodico. Ogni tanto mi fa piacere averti attorno, per ricordarmi che una volta il mondo era brutto, ma ora l'ho scrostato dallo sporco e l'ho riverniciato d'un bel blu cielo. Mentre ti offro una tazza colma di tè, quella per gli ospiti che se ne stanno andando, ti rivolgo un sorriso amichevole. Perché quando tornerai da me, sarà sempre per andartene, e mai per rimanere, ed è proprio perché mi sei caro, e non ti temo. Gusta il tuo tè, amico Dolore. Arriverà per te il giorno in cui busserai alla mia porta, e non ti farò più entrare, perché non ne avrò più bisogno.

Ma son sicuro che ci vedremo ancora… alla prossima dunque, amico mio.

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