venerdì 28 gennaio 2005

No strings attached

"No hidden trap no strings attached
Just free love"

L'altro giorno ho incontrato un'altra vecchia conoscenza di tanti anni fa. Proprio mentre il Dolore se ne andava, è passata la Frustrazione. Stavolta però era colpa mia e del mio Ego. Il mio narcisismo latente che è stato offeso, schiaffeggiato, umiliato da un semplice gesto o meglio, dalla mancanza di attenzione che io consideravo dovuta. Una piccola cosa, insignificante in sé se non fosse per l'attaccamento che io avevo per la persona che così scortesemente si rifiutava di pendere dalle mie labbra.

Succede che ogni tanto ci sono persone per cui proviamo un'attrazione tale che ogni loro gesto viene letto in chiave egocentrica, come se tutto ciò che fanno avesse un senso e un fine profondo legato alla nostra persona. A volte ce l'ha, ma spesso non è affatto così. Ma per noi l'opinione e l'attenzione di quella persona è tanto importante da cancellare il resto, e ci sbattiamo la testa pretendendo affetto continuo e incondizionato.

Il che è molto infantile, se ci pensi, ma d'altra parte è quello che viene considerato l'essenza dell'Amore. Non lo è per la verità. Questa è l'essenza dell'attaccamento, quella corda con cui leghiamo il nostro cuore a qualche cosa, e quando qualche cosa si allontana, questa corda ci strattona e ci fa male. Però, se bisogna incolpare qualcuno, dobbiamo incolpare solamente noi, perché nessuno ci ha obbligato a stringerci quella corda al cuore. Non è vero che al cuor non si comanda - ci si comanda eccome, solo che non si ha voglia di farlo per pigrizia o paura di cambiare!

Tutto questo preambolo per dire che la Frustrazione è venuta a trovarmi. Quanto tempo! Anche lei mi mancava un po'… mi ricorda anni passati a morire dietro ad amori adolescenziali, a giurare e pregare per un sorriso, ad autoflagellarsi per i propri fallimenti o incolpare il mondo e l'universo. Per fortuna, ora che ho 25 anni queste cose le affronto meglio, però. Non per niente, mi atteggio a yogi…

E quindi ho versato una tazza di tè (sempre piena) per la Frustrazione e ci siamo fatti quattro chiacchiere ricordando i tempi andati. Quando abbiamo finito, le ho mostrato la porta e l'ho invitata a sparire, e magari non tornare più a scocciarmi. Ormai mi sento abbastanza grande da escluderla dalle mie frequentazioni.

Perché la Frustrazione nasce dall'Attaccamento, il voler possedere qualcosa, il rifiutarsi di non ricevere, la non accettazione dell'universo e di come funziona, in fondo, perché la vita non è né giusta né bella di per sé, bisogna saperla vivere.

Allora, dopo aver tenuto il muso e aver espresso la mia insoddisfazione cosmica per un po', aver fumato con rabbia ostentata un paio di sigarette ed essermi chiuso in un mutismo piuttosto teatrale, ho guardato ancora questa persona che per me è così importante, e ho spianato la mia espressione corrucciata e meditabonda in un sorriso tranquillo. Perché mi sono detto: "La mia felicità dipende forse da lei?"

La risposta, come avrai già indovinato, è no. Il che non significa che io rinunci a desiderare la sua attenzione - anzi, la desidero tanto, come desidero e apprezzo quella di tutte le belle persone che mi circondano, e a cui voglio bene - e grazie al cielo sono tante e son proprio fiero di loro! Ma se lei si allontana, non c'è più una corda stretta attorno al mio cuore. Sono libero.

Libero di desiderare senza legarmi, senza prepararmi da solo un supplizio emotivo, né affibbiare a qualcun altro la responsabilità del mio umore. In ultima analisi, credo che questo sia l'unico modo di amare in modo responsabile e maturo. Io rimango me stesso con o senza le altre persone, amo il mondo, ma non dipendo da esso. In questo, sono libero, e questo mi rende felice.


"Hush, hush, I thought I heard you calling my name now
Hush, hush, you broke my heart but now that's a dream now"

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