mercoledì 2 febbraio 2005

La curiosità

Come un tunnel senza uscita
Come i Magi senza la cometa
Come Ulisse senza la sua curiosità
Come un piano che nessuno suonerà

Tempo fa mi è capitato di conoscere una ragazza. Una delle cento. Cos'aveva questa di diverso dalle altre? Apparentemente nulla. Piuttosto carina, raffinata nel vestire e nel parlare, di primo acchito forse un po' artificiosa, ampollosa, quasi costruita. Ma a un secondo sguardo chiaramente finta, protetta da un atteggiamento che serve a nascondere un'insicurezza e una fragilità piuttosto comuni. Mi sono chiesto allora se quest'insicurezza mascherata non fosse anche indice di sensibilità verso gli altri. Credo che lo sia. Ma non è questo il punto.

Quasi per caso, davanti a un bicchiere ricolmo di dolce birra doppio malto, nella semi-oscurità di una bettola milanese, la cui aria assai poco fumosa era nondimeno riempita dal sommesso arpeggio di due chitarre acustiche e di un basso celeste, mi ha stupito con domande a bruciapelo. Non sono state tanto le domande, decisamente dirette e appropriate, che mi hanno sorpreso, quanto le reazioni, pertinenti e tutto sommato sensate. Cosa rara, quando si parla con me di certi argomenti.

La discussione è morta lì, dopo un minuto o due, però mi ha dato da pensare. Perché le domande erano così "giuste"? Evidentemente lei è una buona osservatrice. E come mai le reazioni erano così appropriate, ancorché, forse, costruite? Sempre buona osservazione? Ma osservare non basta. Occorre capire. E per capire bisogna cercar di capire. Eccoci dunque arrivati al punto focale del discorso, che ci riporta al titolo stesso.

La curiosità. E' una cosa rara. Più rara di quanto si dia per scontato. Ed è bella, è positiva! La curiosità è il motore della sperimentazione. E' l'atteggiamento verso l'ignoto diametralmente opposto alla paura - il guardare nel buio per distinguere ciò che non si vede. Poi lo si valuterà, ma finché non ci guardi, non sai.

Quanta gente non guarda nemmeno? Non interessa. Quando va male, fa paura. Quando va bene, è irrilevante. E' un po' come se alla mia generazione avessero rimosso la parte del cervello che si occupa di concepire le opportunità: così, lobotomizzati, i miei coetanei vagano con lo sguardo spento, e non guardano ciò che hanno attorno.

Folk down there really don't care, really don't care, don't care, really don't
Which, which way the pressure lies

Anche io sono un tipo curioso. Meno della ragazza con cui ho parlato l'altro giorno, ma più di me stesso l'anno scorso. Ho un po' di paura residua, che nasce da una cattiva educazione alla novità. Ma col tempo, si migliora, o almeno ci si prova. Qualche volta ci si chiede se era meglio non indagare in certi posti, ma d'altra parte toccare il fondo con mano ti fa apprezzare di più i momenti felici.

Comunque sia, viva la curiosità, e grazie alla ragazza dall'altra parte della birra - se mai leggerà il blog di Krsna! - che m'ha fatto apprezzare il valore di questa abitudine. Brava.

Like the flower and the scent of summer,
like the sun and the shine,
Well the truth may come in strange disguises
Send the message to your mind.

Tattva, acintya bheda bheda Tattva

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