venerdì 25 marzo 2005

Storia - Il Neotantrismo

Con la diffusione delle religioni orientali in Occidente, a partire soprattutto dagli anni '60, il tantrismo comincia a farsi conoscere ad un pubblico più vasto, non più attraverso il particolare rapporto umano tra maestro e discepolo, necessario alla sicurezza del novizio nei confronti di un cammino spirituale estremamente rischioso, ma attraverso mezzi di comunicazione di massa come i libri.

Nasce allora una nuova forma di Tantrismo, il Neotantrismo, caratterizzato dalla massificazione e dall'assenza di un rapporto umano nella trasmissione. Di qui un profondo appiattimento dei contenuti, spesso degradato al livello di pura tecnica pratica, piuttosto che filosofia mistica. Spesso manca del tutto la base fondamentale della trascendenza e della rinuncia all'ego, il che si traduce nel perseguimento di finalità materialistiche ed edonistiche. In questo senso proliferano pratiche di magia nera da quattro soldi e sette che giustificano la propria degenerazione morale e ladipendenza dai vizi come percorso yogico, come già è accaduto in passato.

Senza dubbio il Neotantrismo ha il merito di diffondere una coscienza di base nelle masse, per esempio promuovendo la parità dei sessi, lo scambio di energia e un rapporto positivo con il corpo e la sessualità. Di fatto, però, esso non è che un estremo surrogato del Tantrismo, e fallisce totalmente nel proporre una via alla trascendenza, anzi spingendo i suoi praticanti a perseguire il piacere come fine a sé stesso. In questo senso si parla di "trappola dell'Ego", ovvero il rischio di indugiare nella soddisfazione dei propri desideri fino a restarne dipendenti, piuttosto che sviluppando un maggior controllo di sé.

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