Oggi camminavo per le vie della mia zona, la bella periferia sud-ovest di Milano, immersa nel verde. Il cielo era plumbeo, ma l'aria fresca. Mi passa accanto una nonna, con il bimbo sul passeggino, e la sento commentare:
"Che tempo stupido! Piove proprio quando usciamo noi!"
Guardo il cielo: effettivamente minaccia di piovere. Scuoto le spalle, e contonuo calmo la mia passeggiata. Alla fine non è piovuto, ho comprato mezzo chilo di gelato al caffè, e ora sono qui a battere sulla tastiera con la pancia piena e la finestra aperta. Comincia ora a tuonare, ma gli uccelli cantano sull'albero davanti al mio balcone.
Mi viene in mente una trasmissione che ho visto tempo fa, in occasione dello tsunami nell'Oceano Indiano. Il conduttore, ebreo, aveva invitato cristiani, ebrei, preti e filosofi per rispondere alla domanda "perché accadono cose così dolorose e terribili nel mondo"? Gli ebrei dicevano che Dio è imprevedibile nelle sue scelte, i preti pontificavano sul mistero della Fede e sull'incapacità della coscienza umana di penetrare il piano divino verso il Bene Assoluto, gli ambientalisti accusavano l'intervento umano sconsiderato che causa la ritorsione della natura contro di esso. Alla fine di tutto, un monaco buddhista alza la mano e dice:
"Scusate, non ho capito una cosa. Ma perché dobbiamo per forza dare la colpa a qualcuno?"
Lo studio rimane totalmente spiazzato alla domanda. Tutti quanti hanno dato per scontato che ci fossero una coscienza e una volontà dietro all'evento. In effetti fa perfettamente parte del sistema di pensiero occidentale, non solo giudeo-cristiano, ma anche greco, umanizzare gli eventi e cercare di dar loro un senso, inventandosi ninfe, folletti, streghe, maghi, divinità litigiose o diavoli tentatori, angeli custodi o spiriti della natura. Dietro ad ogni evento, dietro ad ogni elemento che compone la realtà, ci sono una coscienza e una volontà che danno un senso al tutto, seguendo i loro fini oscuri e non sempre intellegibili.
Portiamo il processo logico all'estremo, e guardiamo la realtà in toto. Chi è che si sono inventato per darle un senso? La coscienza divina, la somma volontà, il supremo fine sono i nomi che - guardacaso - gli hanno affibbiato nel corso della Storia. E oltre a questi Dio, Yahvé, Allah, Giove, Madre Natura, lo Spirito del Mondo, ecc.
A questo punto, un buddhista o induista, confuso, si chiederebbe: "Perché dovete inventarvi simili spiegazioni?"
Il fatto che dietro alle cose ci sia una volontà cosciente che tiene conto dell'uomo è un meccanismo logico assolutamente preconcetto, che quasi tutti gli occidentali danno per scontato ma che, preso per come è, è assolutamente infondato. Le cose accadono. Punto.
Perché siete convinti che l'universo giri attorno a voi, e voi siate il suo fine ultimo, e che tutto ciò che accade non abbia senso se non vi coinvolge direttamente? E' una logica un po' egocentrica!
Io per conto mio ho smesso di cercare un senso cosciente in tutto. Sono io che do un senso alle cose, è la mia soggettività che le percepisce e la mia fantasia che le interpreta. Non saprei dire quando ho smesso esattamente, credo sia stato un processo lungo e graduale, che mi ha permesso di distaccarmi dal preconcetto di essere parte di una realtà che procede inesorabile verso un unico fine cosmico. Anzi, spero proprio che non sia così! Se vi fosse un solo fine universale stabilito da un essere assoluto, la libertà dell'uomo non esisterebbe - checcé ne dicano i teologi del libero arbitrio.
Non sento il bisogno di incolpare o ringraziare entità invisibili per quel che accade nella mia vita. Certo, c'è una casualità che rappresenta un fattore incontrollabile, ma gran parte di quella che consideriamo incontrollabilità nasce dall'ignoranza, dall'incapacità di percepire i meccanismi di causa ed effetto, l'insensibilità verso le menti e i cuori delle altre persone. Mi piace pensare a me stesso come la determinante fondamentale della mia vita - sono la mia volontà, la mia intelligenza, la mia sensibilità, la mia passione a decretare il successo o meno delle mie speranze. I meriti e le colpe sono mie, e se non sono mie, probabilmente non sono di nessuno.
La pioggia ha cominciato a cadere pesante, e sta lavando la mia macchina, sporca di polvere e di escrementi di uccello. Per stasera sarà pulita senza che io abbia dovuto sprecar tempo e fatica a lavarla. Le cose accadono, una dopo l'altra, indipendentemente dai giudizi e della ambizioni umane.
Per quel che mi riguarda, è un bell'universo quello in cui vivo, perché io mi sento profondamente libero.
Sono perfettamente d'accordo con te: non esiste alcuna coscienza divina dietro a ciò che accade. Ma non ritengo di vivere in un universo bello. Un saluto!
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