E' nel IX sec. dell'Era Moderna che all'interno del Mahayana sorgono scuole mistiche collaterali, e si sviluppa una terza scuola che rifiuta la massificazione religiosa e tende piuttosto a un'esperienza più estrema. Ricollegandosi a pratiche magiche e rituali forse più antiche dei Veda stessi, e all'influenza di culti di origine tibetana e cinese, nasce la scuola Vajrayana, ossia del Veicolo del Fulmine, e quindi del buddhismo tantrico.
Il Vajrayana assume che, attraverso particolari pratiche mistiche sia possibile raggiungere il nirvana nel corso di una singola vita. L'atteggiamento nei confronti di maya, l'Illusione, cambia sostanzialmente: laddove il Theravada la rigetta completamente supportando la vita monastica e l'astensione, e il Mahayana legittima un laicismo di adorazione del bodhisattva che porterà a una reincarnazione migliore, nell'ottica di un percorso di purificazione che coprirà diverse vite, il Vajrayana assume che una conoscenza diretta dell'Illusione possa portare alla trascendenza, non fuggendo dai demoni interiori ma affrontandoli in modo diretto per sconfiggerli. Imparando a dominare l'Illusione, il seguace del Vajrayana trova il modo di rinunciare ad essa senza rimpianti, imparando a conoscere e manipolare il velo di maya, può arrivare a tesserlo direttamente (tantra significa ordito) e infine a strapparlo senza sforzo, raggiungendo il nirvana. Guidato dalla propria coscienza in divenire, il praticante del Vajrayana abbandona quindi ogni preconcetto e ogni norma morale appresa, cercando la conoscenza diretta del bene e del male, comprendendoli nella loro essenza.
Strutturato in piccoli gruppi, il Vajrayana si divide ben presto in una miriade di scuole, dando vita anche a numerose branche di stampo induista. Diffondendosi in particolare nell'area dell'Assam, pone le sue basi in una zona periferica dell'India che ha continui scambi culturali con Tibet, Cina e Sud-est asiatico.
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