lunedì 21 marzo 2005

Storia - Lo Scisma Buddhista

Nel momento in cui si istituzionalizzava e perdeva la propria carica rivoluzionaria, il buddhismo si condannava a decadere ed entrare in crisi. Così accadde che nel III sec. a.C. si consumò lo scisma del buddhismo, causato dalla diversa percezione dell'inviolabilità della parola del buddha.

Da una parte, la scuola Theravada, ossia del Discorso Rigoroso, che sosteneva la necessità di mantenere pura la tradizione dell'Illuminato, si diffuse nell'India meridionale ma ebbe il suo centro nell'isola di Simhala (Sri Lanka), da cui poi si diffuse nel Sudest asiatico.

Dall'altra parte, la scuola Mahayana, ossia del Grande Veicolo, che invece sosteneva il diritto della comunità e dei concili dei saggi di mutare il dharma, la regola, citando lo stesso buddha che in punto di morte aveva concesso ai suoi discepoli di variare le regole minori, pur senza specificare quali fossero. La tradizione Mahayana rimase molto forte nell'India settentrionale, con il suo massimo centro nella zona di Bodh-Gaya e di Nalanda, dove sorgeva la più grande biblioteca e il principale centro di sapere dell'India. Da qui, il Mahayana si diffuse verso nord-est, in Tibet, Cina, Mongolia e Giappone.

Ma le differenze tra le due scuole erano ben più marcate, e crebbero nel tempo. Nello specifico, il Mahayana rigettò l'idea che il nirvana potesse essere raggiunto solo con la rinuncia ad ogni desiderio, ma legittimò l'amore come sentimento universale e strumento di salvezza, fino a che non è corrotto dall'attaccamento. In quest'ottica, la figura dell'arhat, il buddha, che raggiunge il nirvana e abbandona egoisticamente il mondo, venne sostituita da quella del bodhisattva, il buddha che, per amore di tutte le creature viventi, decide di reincarnarsi di volta in volta guidando gli uomini verso l'illuminazione. Col tempo e l'influenza dell'induismo e della bhakti, il bodhisattva venne assimilato a una divinità in grado di purificare il karma delle creature che lo invocano, spingendole con i suoi poteri verso il nirvana.

Laddove quindi il Theravada mantenne puro il dharma originale, il Mahayana subì l'influenza dell'induismo e si avvicinò ad esso, da un lato umanizzando il processo spirituale verso il nirvana, dall'altro ponendo al di fuori dell'uomo la possibilità di essere salvato dal ciclo del samsara.

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