venerdì 4 marzo 2005

Urlo



Stanotte piango.


Stanotte urlo. Non ho mai urlato così, mai. La gola mi duole. Non ho più lacrime.


Il mio cuore è calceviva, senza forma, pietra frantumata.


Urlo perché io la amo. Perché lei non mi ama. Perché lei ama un altro.


Urlo perché non valgo nulla. Perché tutte le persone che amano me sbagliano.


Urlo fino a far vibrare i vetri della mia auto. Perché non ho il coraggio di urlare in faccia al mondo. Perché sono falso, e i miei sorrisi di circostanza sono veleno che bevo, uccidendo me stesso.


Urlo.


Urlo perché chiunque abbia mai avuto senso nella mia vita non ha mai amato me, salvo una, e lei mi ha tradito.


Urlo perché morire sarebbe un sollievo, ma sono troppo debole per uccidermi.


Urlo perché chi legge il mio blog lo fa solo perché parlo di suicidi. Suicidio. Morte. Dolore. Cercate pure con google queste cazzo di parole, stronzi, e morite pure voi, per quel che valete.


Non chiamatemi. Non scrivete sul mio blog. Voi non esistete più da stanotte. I miei amici non esistono più, perché io li tradisco tutti.


Urlo perché non valgo nulla.


Urlo finché non ho più la forza di urlare, perché la mia forza è esaurita.


Urlo perché nulla conta più ormai.


Urlo, cazzo, e non serve a nulla.


Non urlo più. Nulla ha più senso. Una parte di me stanotte è morta.


Addio.


Krsna non esiste. E' falso, è un sogno, un delirio di un malato terminale cui non viene somministrata l'eutanasia. Un vegetale senza vita né emozioni né sentimenti né valore.


No.


Non ho più lacrime.


Sono morto. Non valgo nulla.

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