mercoledì 23 marzo 2005

Storia - Il Tantrismo Induista

Influenzato dal Vajrayana, l'induismo dà luogo a molte sette tantriche alla ricerca del mokshe, la Liberazione. Le scuole induiste, a differenza di quelle buddhiste, attingono in modo più diretto alle antiche tradizioni pre-ariane, in particolare elaborando i concetti di Siva e Sakti, le due energie cosmiche, maschile e femminile. La divinità, centro del culto induista, non viene più concepita come entità separata dall'uomo, esistente al suo esterno, ma piuttosto la pratica tantrica porta al risveglio dell'energia divina che risiede all'interno di ogni creatura. Strumento principale di risveglio è l'amore, il cui culmine, il maithuna, l'unione di uomo e donna, di Siva e Sakti, porta al completamento cosmico e quindi eleva l'anima a uno stadio di coscienza superiore. Collegandosi ai culti della Madre Terra, il tantrismo induista concede a Sakti un ruolo preminente, classificandola come l'energia fondamentale, mentre allo Siva spetta un ruolo di attivazione e limitato controllo. L'induismo inoltre accentua la ricerca del trascendente nell'immanente, del sacro nel quotidiano, e quindi la sintesi del dualismo tra vita spirituale e profana.

Le sette induiste si diffondono sia tra la gente comune, collegandosi a vecchi culti della fertilità, sia tra le classi nobili, legandosi a pratiche edonistiche. Le divinità più popolari cui vengono legati i rituali sono Krsna e Radha, oppure Siva e Kali, da un lato la gioia della vita libera e bucolica, dall'altra la trascesi dell'essere. La componente trasgressiva del tantrismo, che spinge a infrangere i tabù e sperimentare bene e male in tutte le loro forme, porta in molti casi a comportamenti aberranti, di cui il massimo esempio è la thagi, lo strangolamento rituale di innocenti offerti in sacrificio a Kali, diffusissima in Bengala fino a metà dell'800, quando gli inglesi decretarono lo sterminio della setta dei thag.

Il Tantrismo in India entra i declino con le invasioni turche, che decretano la scomparsa del buddhismo e la sottomissione dell'induismo alla religione del Profeta. Dal XIII sec., il Tibet diventa il centro delle pratiche vajrayana per eccellenza, mentre il tantrismo induista si disperde per il Subcontinente, praticato in segreto da piccoli gruppi.

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